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Anno 2014

Articoli di questa rubrica


A fine anno il direttore generale dell’INAIL Bruno Adinolfi ha reso noti i rapporti annuali per regione relativi agli incidenti sul lavoro, una stima che comunque viaggia in ritardo di un anno, dato che si riferisce ancora al 2012. I dati vanno considerati con occhio critico, perché non comprendono il lavoro in nero e gli infortuni non denunciati, e spesso non concordano con i dati forniti da osservatori indipendenti. E la tendenza non è comunque rassicurante.

INCIDENTI SUL LAVORO, UN BILANCIO TRAGICO (Numero 123 - Gennaio 2014)

Di sicurezza sul lavoro si parla poco, e quasi sempre in occasione di fatti eclatanti, quando proprio non se ne può fare a meno. Il risultato è un gran polverone successivo a ogni fatto tragico che metta improvvisamente sotto i riflettori della cronaca le condizioni reali di lavoro delle persone, (...)


Filo rosso

Che cosa c’è in fondo al tunnel (Numero 123 - Gennaio 2014)

"Dove c’è lavoro per uno, accorrono in cento. Se quell’uno guadagna trenta cents, io mi contento di venticinque. Se quello ne prende venticinque, io lo faccio per venti. No, prendete me, io ho fame, posso farlo per quindici. Io ho bambini, ho bambini che han fame! Io lavoro per niente; per il solo (...)


Se qualcuno può parlare di ripresa (o meglio, di “ripresina”) non può parlare a nome della classe operaia. L’ultimo trimestre del 2013 ha visto una pallida crescita dell’economia dello 0,1%. Ma se qualcosa aumenterà, saranno i profitti e le rendite finanziarie. La classe operaia paga ancora un anno di disoccupazione, lavori precari e bassi salari

2013: LA CLASSE OPERAIA PAGA ANCORA UN ANNO DI RECESSIONE (Numero 125 - Aprile-Maggio 2014)

L’anno appena passato ha segnato in Italia una serie di risultati negativi, che hanno raggiunto quasi sempre i record storici, a partire dalle serie paragonabili rilevate dall’ISTAT. Se poi vogliamo verificare il risultato ottenuto con l’inasprimento dello sfruttamento, contrabbandato con la (...)


C’era da aspettarselo: ogni volta che si intende realizzare un taglio immediato a pronta cassa sul bilancio dello Stato, la soluzione è a portata di mano. Basta bloccare ancora per un anno, ancora per due anni, i contratti del pubblico impiego.

2015: NIENTE CONTRATTO (Numero 128 - Settembre 2014)

La Riforma della Pubblica Amministrazione, orfana dei decreti attuativi, è ancora poco più di una scatola vuota; salvo prevedere il trasferimento nel raggio di 50 chilometri dei dipendenti in esubero che non abbiano figli sotto i tre anni. Il che, tra l’altro, significa che al compimento del terzo (...)


I COSIDDETTI “ESUBERI”

15000 GIOVANI ASSUNTI NELLA P.A? (Numero 127 - Luglio 2014)

Permettiamoci una piccola (ma proprio piccola) soddisfazione: alla fine il governo ha dovuto riconoscere che i cosiddetti esuberi della Pubblica amministrazione non ci sono e, vendendocela come una grande scoperta da premio Nobel, ma senza andare minimamente a modificare il corposo innalzamento (...)


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