Internazionale
Corrispondenza dalla Francia

PSA - Poissy: no all’esclusione del sindacato CGT storico ad opera dei burocrati della Federazione metalmeccanica!

Da più di un anno, i dirigenti della Federazione CGT della metallurgia attaccano i militanti CGT PSA dell’officina di Poissy per tentare di imporre la loro politica, le loro decisioni e la loro direzione.

Questi militanti, che hanno saputo, nel passato, forgiare il loro sindacato di fronte a un padrone combattivo, farsi stimare dall’insieme dei lavoratori, non si lasciano sviare dalla loro lotta contro la direzione di PSA, così come i militanti CGT delle altre officine.

L’opposizione tra la Federazione e la CGT del gruppo PSA è profonda e più vecchia di questa. Essa risiede nella concezione stessa del sindacalismo e dell’organizzazione dei lavoratori. La Federazione si concepisce come un apparato lontano dal controllo degli organizzati, della base. Essa vuole essere un interlocutore privilegiato, avvocato ufficiale dei lavoratori presso i padroni e non uno strumento delle loro lotte. La Federazione crede che per occupare questo ruolo nelle istituzioni e nelle sale delle direzioni, per essere riconosciuta dai padroni, è auspicabile far loro delle proposte sul modo migliore di dirigere le imprese.

Democrazia sindacale o decisioni venute dall’alto?

All’opposto di questa politica, da diversi anni, il gruppo di sindacati CGT di PSA ha come principi la democrazia sindacale e la lotta contro i padroni. Sono i militanti di base, queli dell’officina, che decidono, e non dei capi autoproclamati. Questo impedisce alla Federazione di imporre dall’alto i suoi ordini e la sua disciplina. E questi sindacati CGT hanno sempre rifiutato di collaborare con il padronato o di firmare accordi a sfavore dei lavoratori. Per essi, la loro attività deve essere diretta verso i lavoratori, per portare avanti la lotta contro lo sfruttamento. E’ questo che la Federazione vuole distruggere.

Per le stesse ragioni, i dirigenti della Federazione non hanno mai accettato che Jean-Pierre Mercier fosse stato eletto delegato sindacale centrale (DSC) della CGT PSA. Mettono avanti il fatto che si tratta di un rappresentante di Lutte Ouvrière, ma non è il rifiuto della politica in generale che li motiva. La politica che non vogliono è quella che consiste nel volere la democrazia operaia per i lavoratori, per far sì che essi siano padroni nei propri sindacati e dirigano democraticamente le proprie lotte. Perché è solamente così che i lavoratori possono divenire una forza capace di far retrocedere il padronato.

Allora, quando nella primavera 2021, un pugno di militanti in seno alla CGT di Poissy si sono messi a criticare la direzione del sindacato, la Federazione ne ha approfittato per prendersela con questo sindacato che la disturba. La prima manovra di questi burocrati è stata di reclamare l’organizzazione di un congresso. Lungi dall’esserne preoccupata, la CGT di Poissy se n’è data i mezzi. Questo congresso ha avuto luogo con successo la mattina di domenica 14 novembre, perché nessun iscritto fosse impedito a parteciparvi a causa dei sabati di lavoro obbligatorio. 193 iscritti, ovvero della volta precedente, si sono riuniti e hanno rieletto la direzione del sindacato.

Al fine di garantire la più grande trasparenza, i segretari degli altri sindacati CGT PSA così come i responsabili delle strutture CGT, tra cui quelli della Federazione, erano invitati. Ma, mentre i militanti della PSA sono venuti, nessuno dei responsabili della Federazione si è mosso dai propri posti. In realtà, essi non volevano un vero congresso e una franca discussione davanti agli iscritti, ma delle trattative e dei negoziati per imporre una nuova direzione al sindacato, lontano dalla presenza degli iscritti. Perché i burocrati sindacali si fanno beffe della democrazia come del loro primo impegno.

Di fronte a questo scacco, e in violazione completa degli statuti della CGT, la Federazione ha allora fatto la scelta della divisione, creando dall’oggi al domani un’altra CGT concorrente nella fabbrica. Questa decisione irresponsabile di indebolire i lavoratori di fronte al padrone ha scioccato. Al punto che la petizione che denuncia questa divisione ha raccolto 1085 firme di iscritti e non iscritti.

Il padrone, alleato della Federazione

Beninteso, la Federazione ha beneficiato del sostegno incondizionato della direzione di PSA nei suoi attacchi. Lo scorso febbraio il padrone ha ritirato i mandati di rappresentanza ai militanti della CGT...su domanda scritta della Federazione. Da allora fa tutto quello che può per impedire loro di continuare a fare attività militante nelle officine.

Il maggio 2022, la Federazione ha ritirato a Jean-Pierre Mercier il mandato di DSC che esercitava da otto anni e ha voluto imporre un candidato di sua scelta. Una volta ancora, i sindacati del gruppo hanno rifiutato di sottomettersi agli ordini della Federazione. l’85% dei 250 militanti CGT del gruppo hanno rigettato questa nomina imposta dall’alto. Sono venuti in 200 al seggio della Confederazione, a Montreuil, per esprimere il loro disaccordo.

I militanti CGT della PSA hanno dimostranto che non si lasciano imporre delle decisioni senza protestare e senza battersi. Sulla questione dei mandati, come sulla questione della nomina imposta di un DSC, sono dunque ricorsi alla giustizia, sapendo bene che questa preferisce spesso condannare dei lavoratori e dei militanti piuttosto che ammettere che essi hanno ragione di fronte a dei capi, fossero anche sindacali. E in effetti, il tribunale di Versailles ha dato ragione per due volte ai responsabili sindacali della Federazione.

Malgrado tutto, i militanti CGT del gruppo non smettono di fare attività militante e di combattere. Hanno dimostrato alla direzione PSA e alla Federazione che non sono pronti a obbedire. Quelli di Poissy, con o senza un mandato, sono riusciti ultimamente a organizzare una mobilitazione per imporre alla direzione che non si lavorasse il sabato 9 luglio. Un vero successo nella fabbrica.

Di fronte a dei militanti che rifiutano di abbassare la testa e che continuano legittimamente a rivendicare la propria appartenenza alla CGT, la Federazione ha ora fatto causa a sedici di loro per proibirne la rivendicazione di membri della CGT, sotto la minaccia di una sanzione di mille euro per "infrazione" constatata. La Federazione ha utilizzato gli ufficiali giudiziari per notificare a domicilio ai militanti la denuncia. L’udienza avrà luogo il 20 ottobre. Servirsi dei metodi del padrone per tentare di far tacere questi militanti non ostacola la Federazione. Ma questa s’inganna totalmente se crede di poter raggiungere in questo modo i suoi scopi!

Questo conflitto tra i burocrati sindacali e i militanti CGT di PSA non è finito. La Federazione potrà, forse, ottenere da un giudice l’esclusione di questi militanti, ma non potrà impedire loro di militare. Il vero riconoscimento, quello che conta, non è quello di un tribunale o quello dei dirigenti federali di Montreuil, ma quello dei lavoratori. Poiché un vero sindacato non è un’etichetta, sono delle lavoratrici e dei lavoratori in carne e ossa, che scelgono di lottare contro lo sfruttamento e per questo di organizzarsi raggruppando per questo fine il massimo di lavoratori coscienti.


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