Internazionale
Secondo il rapporto Oxfam - la confederazione di organizzazioni no profit che ambirebbero a combattere povertà e disuguaglianze sociali - il saldo attivo negli affari del solo Jeff Bezos, il titolare di Amazon, nei primi 21 mesi di pandemia ammonta a 81,5 miliardi di dollari. Basterebbero a vaccinare con tre dosi l’intera popolazione del globo. Se gli impresari edili dell’Aquila si fregarono le mani prevedendo grandi affari all’indomani del terremoto, figuriamoci l’entusiasmo del magnate di Amazon quando ha intravisto le potenzialità che gli offriva l’infezione mondiale

IL CONTO APERTO DELLA PANDEMIA

Anche per quest’anno la ripresa dei contagi da variante Omicron ha costretto i leaders globali a non riunirsi in presenza nell’annuale vertice di Davos; Oxfam come ogni anno aveva già pronto il suo rapporto, che in ogni caso è stato pubblicato dai principali media. Chiunque in questi due ultimi drammatici anni abbia visto peggiorare le proprie condizioni, sia che abbia dovuto rinunciare alle abitudini sociali che rendevano piacevole il quotidiano, sia che abbia sperimentato i lunghi periodi di vuoto scolastico, di didattica a distanza, o peggio abbia dovuto affrontare la malattia e le sue conseguenze, spesso tragiche, o ritrovarsi a perdere la propria attività o il proprio posto di lavoro, non può guardare ai dati appena pubblicati senza provare un forte senso di indignazione, e spesso d’impotenza.
Abbiamo visto i Governi dei Paesi che se lo potevano permettere finanziare la ricerca sui vaccini contro il Covid, erogando massicce dosi di denaro alle multinazionali del farmaco. Abbiamo visto le industrie farmaceutiche realizzare i vaccini, per rivenderli a caro prezzo agli stessi Governi dei Paesi che se lo potevano permettere; tenendosi ben stretti i brevetti. Abbiamo visto tutti i Paesi - con la sola eccezione di Cuba - dipendere dalle stesse industrie per poter riprendere le loro attività, dopo aver vaccinato la maggior parte della popolazione; abbiamo visto i Paesi dell’Africa e di gran parte dell’Asia e dell’America Latina privi della copertura vaccinale in mancanza di risorse per pagare i vaccini, che infatti hanno raggiunto solo l’1% della popolazione nei Paesi poveri. In compenso, il Sud Africa ha risposto partorendo una nuova variante, con nuove infezioni, nuove crisi sanitarie e nuove morti.
Per contro, la pandemia ci presenta il suo conto paradossale, per ribadire ancora una volta cosa significa una pandemia ai tempi del capitalismo, e - se ce ne fosse ancora bisogno - che anche una tragedia per la stragrande maggioranza della popolazione, può rappresentare un affare d’oro per qualcuno. Per dimostrarlo, bisogna fare affidamento ancora una volta sui numeri, che saranno anche noiosi, ma parlano, e parlano molto chiaro. Citando il rapporto Oxfam, così riferisce il Sole 24 Ore del 17.1.22: "Nei primi due anni di pandemia i dieci uomini più ricchi del mondo hanno più che raddoppiato i loro patrimoni, passati da 700 a 1.500 miliardi di dollari, al ritmo di 15mila dollari al secondo, 1,3 miliardi di dollari al giorno. Nello stesso periodo 163 milioni di persone sono cadute in povertà a causa della pandemia. [...] Dall’inizio dell’emergenza Covid-19, ogni 26 ore un nuovo miliardario si è unito ad una élite composta da oltre 2.600 super-ricchi le cui fortune sono aumentate di ben 5mila miliardi di dollari, in termini reali, tra marzo 2020 e novembre 2021. [...] I monopoli detenuti da Pfizer, BionTech e Moderna hanno permesso di realizzare utili per 1.000 dollari al secondo e creare cinque nuovi miliardari". Risultati oscenamente brillanti per il settore farmaceutico e non solo, come si vede per il caso di Bezos e del commercio on-line, che ha fatto terra bruciata di interi settori commerciali al dettaglio.
Oxfam non ha trascurato di occuparsi anche della situazione particolare nel nostro Paese. Non diversamente dal resto del mondo, le condizioni economiche delle famiglie si sono aggravate, e il divario sociale ed economico, sempre più ampio a partire dalla metà degli anni ’90, è peggiorato. Nel primo anno di Covid la concentrazione della ricchezza ha avuto modo di aumentare ancora. In neanche due anni i miliardari italiani sono aumentati di 13 unità e il valore aggregato dei patrimoni dei super-ricchi è cresciuto del 56%, tanto che i 40 miliardari italiani più ricchi posseggono oggi l’equivalente della ricchezza netta dei 18 milioni di italiani più poveri. Quando si sente parlare di "ripresa", quindi, è bene intendersi sui destinatari della ripresa stessa, ricordando anche il fiume di denaro pubblico che ha innaffiato le imprese italiane, compreso il finanziamento della cassa integrazione Covid; quando si parla di aumento dell’occupazione, bisogna capire di che occupazione si parla, posto che in larga parte si basa su compressione del costo del lavoro, contratti precari, part time involontario. Non a caso oltre un milione di individui e 400.00 famiglie sono sprofondati nella povertà assoluta; e spesso non basta nemmeno lavorare per evitarla!
Aemme


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