Internazionale

Russia - Ucraina: i burocrati hanno distrutto l’URSS, non saranno loro a ricostruirla

La tensione continua a salire tra il campo occidentale e la Russia intorno ull’Ucraina, alimentata dalle dichiarazioni di entrambe le parti, ma anche dall’annuncio di ripetute consegne di armi occidentali all’Ucraina per aiutarla a contrastare una possibile aggressione russa.

Il 21 gennaio, Mosca aveva chiesto a Washington e alla NATO di impegnarsi per iscritto a non integrare l’Ucraina nell’alleanza militare creata nel 1949 dagli Stati Uniti contro l’Unione Sovietica, mentre si parla sempre più spesso di tale adesione. La richiesta non è così sorprendente, dato che la NATO rimane principalmente diretta contro la Russia, anche se la Russia e l’Ucraina hanno condiviso una cultura comune per più di mille anni e hanno fatto parte dello stesso paese, l’Impero zarista e poi l’URSS, sin dalla metΰ del XVII secolo.

Bisogna anche ricordare che i dirigenti americani si erano impegnati all’inizio degli anni ’90 di non estendere la NATO agli stati nati dopo la caduta del muro di Berlino, e quindi di non collocare le loro forze militari ai confini della Russia. Invece 14 dei 30 stati membri della NATO hanno aderito dopo il 1997, anche se avevano fatto parte di quelli che venivano chiamati i paesi dell’Est, o addirittura dell’URSS.

Il campo occidentale ha risposto al Cremlino con un rifiuto, accompagnato da minacce di ritorsione immediata in caso di attacco all’Ucraina. Tutto questo è stato sostenuto da una serie di misure militari, che si aggiungono ai consiglieri e ai missili statunitensi già presenti nel paese.

I compari degli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna alla Francia all’Italia, hanno promesso il loro aiuto per sostenere la NATO alla periferia della Russia. Infatti, dalla caduta del muro di Berlino nel 1989 e soprattutto dal crollo dell’URSS nel 1991, le potenze imperialiste hanno continuato a spingere le loro pedine nell’Europa orientale, nel Caucaso e nell’Asia centrale, regioni che la Russia considera sue.

La Russia non esita certo a intervenire. Lo si è visto in Kazakistan, per sedare una rivolta popolare, e nel 2021 nel Caucaso, per affermarsi come potenza regionale dominante. Ma questo non toglie che, per tre decenni, l’imperialismo occidentale ha rafforzato le sue posizioni a scapito di quelle della Russia in queste regioni. E vuole continuare a farlo per ricordare che domina il mondo e intende governarlo, anche se ciò significa rischiare un conflitto in Europa, con l’Ucraina come campo di battaglia e come pretesto.

Gli autoproclamati cremlinologi spiegano qua e lΰ che in realtà Putin vuole ricostituire l’Unione Sovietica, volontariamente o con la forza. Che il Cremlino possa usare la forza, lo sanno tutti. Che voglia ricostruire l’URSS è un’altra questione. Certamente nel 2005 Putin ha descritto la scomparsa dell’URSS come "la peggiore catastrofe geopolitica del XX secolo". Ma ha aggiunto nella stessa frase che solo "un pazzo crederebbe che l’URSS possa essere ricostituita".

Questa opinione è di un esperto! In primo luogo, perché Putin proviene dalla stessa burocrazia che ha causato la disgregazione dell’URSS per appropriarsi delle sue ricchezze. In secondo luogo, perchι l’URSS ha potuto esistere, fenomeno unico nella storia fino ad oggi, solo come prodotto di una rivoluzione operaia vittoriosa. Putin, che attualmente guida la burocrazia russa e che ha appena mandato il suo esercito a schiacciare una rivolta operaia e popolare in Kazakistan, non ha altra preoccupazione che difendere il suo potere e quello di una burocrazia predatrice, reazionaria e antioperaia. E’ proprio ciò che ha portato alla disgregazione dell’URSS e rende i dirigenti russi, ucraini e altri incapaci di ricostituirla, anche se lo volessero. Questa burocrazia è stata capace di distruggere l’URSS, prodotto della rivoluzione operaia, non sarà essa che la potrà ricostruire.

In questa ex URSS che i burocrati hanno fatto a pezzi, fanno sempre piω affidamento sul nazionalismo per stabilire il loro potere, dalla Russia al Kazakistan passando per l’Ucraina, mettendo i popoli gli uni contro gli altri. Ma di fronte alla brutalità e al cinismo del governo russo, anche il campo delle potenze occidentali si serve di un popolo contro l’altro e non è meno cinico. Nell’attuale escalation di proclami bellicosi entrambi rischiano di provocare scontri sanguinosi tra popoli che dovrebbero essere profondamente uniti e lo sono stati a lungo.
P L


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