Internazionale
Francia

Contro tutti i politici della borghesia, affermare il campo dei lavoratori!

In Francia nella corsa all’elezione presidenziale prevista per il 10 aprile i candidati sono numerosi, ma è chiaro che da questo tipo di consultazione non potranno uscire cambiamenti favorevoli ai lavoratori. Invece se Nathalie Arthaud si presenta come candidata di Lutte ouvrière (Lotta operaia), non promette di essere eletta e di cambiare la vita: ma vuole cogliere l’occasione per fare sentire una voce comunista e rivoluzionaria.

Decenni di illusioni elettorali hanno distolto i lavoratori dalle lotte e dalla coscienza di classe. Li hanno demoralizzati e disorientati al punto di screditare l’ideale socialista o comunista che i partiti di sinistra pretendevano ancora di rappresentare. Hanno portato molte donne e uomini della classe operaia a rifiutare tutta la politica, quando non hanno preparato il terreno ai demagoghi di estrema destra.

E’ inutile cercare un salvatore supremo, e non è una questione di persona. Non c’è mai stato un buon presidente della Repubblica per i lavoratori e non ci sarà mai, perchι le elezioni non cambiano l’ordine sociale. Non cambiano lo sfruttamento e il fatto che la classe capitalista domina l’economia e prospera su salari al ribasso e condizioni di lavoro sempre peggiori. Non cambiano il capitalismo, dove si tratta solo di profitti, dividendi e prezzo delle azioni.

I veri padroni della societΰ sono i Dassault, i Peugeot, i Bollorι, la borghesia, le famiglie capitaliste. I politici, di destra e di sinistra, mirano a gestire questo sistema e questo li condanna tutti a diventare tirapiedi del grande capitale e nemici dei lavoratori.

Affinché gli interessi dei lavoratori siano difesi politicamente, ci vuole un partito operaio che sia preparato non a gestire gli affari della borghesia, ma a rovesciarla. Ci vuole un partito che sia pronto a stare dalla parte dei lavoratori e delle loro lotte, qualunque sia il costo per i padroni. Un partito che afferma che il destino dei lavoratori e della società non si gioca nelle urne, ma dipende dalla loro volontà di lotta e dalla loro coscienza di classe.

La situazione esige di lottare contro la classe capitalista. Bisogna costringere le grandi imprese ad aumentare i salari di 300, 400, 500 euro e di indicizzarli all’inflazione. Bisogna che il lavoro sia diviso tra tutti e che i lavoratori controllino i conti dei padroni. Nessun governo è in grado di farlo, ma i lavoratori lo possono imporre con un potente movimento di lotta, se milioni di donne e uomini riescono a mobilitarsi insieme. Solo allora si potrà impedire la corsa a capofitto verso il sottosviluppo, la distruzione del pianeta, le guerre e la disumanizzazione di tutta la societΰ.

I lavoratori non devono cercare un uomo provvidenziale, devono ritrovare la fiducia nelle proprie forze. La candidatura di Nathalie Arthaud alla presidenza serve ad affermare le politiche e le prospettive del campo dei lavoratori per farla finita con il capitalismo e cambiare davvero la società.

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