Internazionale

La situazione negli Stati Uniti

Da Lutte de classe n°214 - marzo 2021

Questo articolo è una traduzione di un testo di orientamento del gruppo trotskista statunitense The Spark (La scintilla)

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Covid-19: un disastro sanitario con radici economiche, sociali e politiche

Nel paese che ora vanta 19 dei 25 più grandi istituti di ricerca biomedica del mondo, e spende più soldi pro capite per le cure mediche di qualsiasi altro paese del mondo, un virus mortale precedentemente sconosciuto ma non inaspettato ha portato a una catastrofe umana che oltrepassa qualsiasi cosa vista negli Stati Uniti da almeno 100 anni.

Il 3 novembre (giorno delle elezioni), il Covid-19, la malattia causata dal nuovo coronavirus, aveva colpito tutte le contee degli Stati Uniti continentali, tranne una. Si era diffuso dalle coste occidentali e orientali, dove il virus era apparso per la prima volta, e dalle città, che sembravano fornire terreno fertile per la sua diffusione. Gli stati del Midwest scarsamente popolati, come il Nord e il Sud Dakota, avevano tassi di infezione pro capite più alti rispetto agli stati più popolosi, e le aree rurali degli stati del Midwest e del sud avevano tassi più alti rispetto alle grandi città.

Al 20 gennaio, il giorno del trasferimento di potere trai due presidenti, erano stati segnalati più di 24,3 milioni di casi di Covid, fra cui più di 400.000 morti. La previsione di un "inverno buio" si verificava in tempo reale. Il virus ha impiegato quattro mesi e una settimana per togliere le prime 100.000 vite; tre mesi e tre settimane per le successive 100.000; due mesi e tre settimane per le successive 100.000; ma solo cinque settimane per portare il totale a 400.000. Gli stati che prima sembravano controllare la diffusione della malattia, come la California, l’Arizona, la Carolina del Sud, il Rhode Island e New York, si sono trovati coinvolti in una nuova spirale di infezioni che ha superato in vigore le precedenti ondate, forse perché la California meridionale era il luogo di una nuova mutazione più contagiosa.

Il disastro medico sempre più drammatico ha rivelato e anche esacerbato la distribuzione scandalosamente sproporzionata della ricchezza nella società americana. A seconda della tua classe sociale, avevi più o meno probabilità di contrarre il Covid, di ricevere cure di buona o scarsa qualità, o nessuna cura, di cavartela o di morire. Tutte le disuguaglianze della società americana sono state messe a nudo nelle statistiche Covid: i neri hanno più probabilità di essere vittime dei bianchi; gli immigrati più dei nativi; gli operai semplici più dei top manager; i lavoratori dei servizi più spesso dei dirigenti e dei liberi professionisti. Quando il virus ha imperversato per la prima volta a New York, i suoi quartieri più ricchi si sono svuotati, con i residenti più abbienti che se ne sono andati per una lunga gita in campagna; altri, considerati essenziali per il funzionamento quotidiano della società, sono stati spinti in "prima linea", rischiando di contrarre la malattia, come è successo a molti nei primi mesi.

Il sistema sanitario pubblico americano, e con esso l’alta burocrazia statale, si è dimostrato incapace di far fronte alla rapida diffusione del virus. Anche ora, più di un anno dopo che le prime persone si sono ammalate gravemente, non è riuscito a organizzare la fornitura di attrezzature protettive di base per il personale medico che lavora con i pazienti di Covid, per non parlare della distribuzione di mascherine alla popolazione, come dovrebbe essere fatto. Non ha organizzato o fornito i mezzi di screening e di rintracciamento, che sono essenziali per limitare la diffusione della malattia. Non ha ancora iniziato a organizzare uno studio nazionale unificato su come il virus muta ed evolve. Infine, allorquando i nuovi vaccini vengono presentati come la panacea che ci salverà, non c’è stata una distribuzione chiaramente organizzata di questi vaccini. Quando i vaccini hanno cominciato ad essere somministrati, almeno la metà del personale delle case di cura ha rifiutato di essere vaccinato, il che la dice lunga sulla mancanza di fiducia nel sistema sanitario, che non ha dato alla popolazione molte ragioni per essere fiduciosa. Allo stesso tempo, la mancanza di chiarezza sulla distribuzione ha portato a proteste, con alcuni che si lamentavano che certe persone erano state vaccinate prima di altre che avevano la precedenza. Su Internet sono apparsi siti che danno consigli su come "risalire nella coda". Un’intrusione informatica nel sistema di un importante ospedale del Michigan da parte di un falso programmatore di appuntamenti ha interrotto le vaccinazioni per un giorno intero.

Il fallimento abissale nella lotta contro il virus testimonia non solo la sua virulenza, ma anche il fatto che i governi che si sono succeduti, sia federali che statali, hanno tagliato all’osso servizi come la sanità pubblica per incanalare fondi nelle casse di una classe capitalista rapace, che da decenni, malgrado la crisi della sua economia, ha cercato con ogni mezzo di proteggere la sua ricchezza. Questo ha lasciato il sistema sanitario pubblico, che dovrebbe coprire tutto il paese e la sua popolazione, in uno stato di avanzata decadenza.

Indubbiamente, il disastro è stato aggravato dall’incompetenza dell’amministrazione Trump e dai difetti di un presidente megalomane che disprezzava la scienza e guardava tutte le questioni attraverso la lente di "come aumentare le mie possibilità di essere rieletto". È impossibile dimenticare le sue dichiarazioni ai suoi sostenitori che venivano senza mascherina ai suoi comizi elettorali: il virus è come un brutto raffreddore, spiegava loro, qualche giorno di tosse e fiatone e poi passa, solo che molte persone che lo ascoltavano non si sono mai riprese.

Ma il problema principale, a tutti i livelli, federale, statale, cittadino o di contea, non era Trump. È stato il saccheggio del sistema sanitario per decenni al fine di alimentare i profitti e la ricchezza privata della classe dei miliardari. Da biasimare, tra gli altri enti pubblici, sono il CDC (Center for Disease Control and Prevention) e il NIH (National Institutes of Health), che hanno versato denaro ad aziende a scopo di lucro allorquando i servizi pubblici erano gravemente carenti.

La stessa pandemia è diventata il pretesto per incanalare più denaro verso un certo numero di aziende favorite. Decine di milioni di dollari sono stati versati sui conti di aziende che hanno venduto respiratori che sono poi rimasti inutilizzati, perché non funzionanti. Nel mezzo del disastro, sono stati redatti contratti per lo sviluppo, la fabbricazione, la distribuzione e la somministrazione del vaccino, non con l’obiettivo di scegliere l’opzione che avrebbe portato un gran numero di dosi di vaccino alla popolazione nel più breve tempo possibile, ma con l’obiettivo di garantire enormi profitti alle aziende a cui i contratti sono stati offerti. I nuovi vaccini sono infatti il risultato di ricerche effettuate in istituzioni finanziate dallo Stato nel corso degli anni.

Ma i risultati di queste ricerche sono stati trasferiti, con un altra dose di denaro pubblico, a società private perché li usassero a loro vantaggio, anche attraverso la proprietà di brevetti e con l’intesa che non sarebbero state ritenute responsabili di eventuali gravi effetti collaterali. I vaccini sviluppati da Pfizer e Moderna erano i più efficaci che questo modo di operare potesse produrre? Nessuno può davvero dirlo. Quello che si può dire con sicurezza è che i vaccini che hanno sviluppato hanno messo Pfizer e Moderna davanti a tutte le altre aziende nella corsa per approfittare di un mondo che aveva disperatamente bisogno di cure.

La salute pubblica non è l’unico servizio devastato dalla volontà del governo di alimentare i profitti. Strade, trasporti pubblici, corsi d’acqua, dighe, condutture, vigili del fuoco, uffici postali, ecc.: tutti i servizi pubblici sono stati paralizzati. Lo stesso è accaduto alla pubblica istruzione, al sistema di assistenza sociale, compresi i sussidi di disoccupazione e le pensioni di invalidità, così come alle prigioni e al cosiddetto sistema giudiziario. Persino gli uffici responsabili dello svolgimento delle elezioni, l’apice di questa società detta democratica, sono stati privati dei fondi necessari per condurre elezioni sicure mentre il virus circolava liberamente. Le pensioni della previdenza sociale sono diminuite ogni anno rispetto al costo reale della vita per gli anziani. I risparmi imposti in ognuno di questi settori sono stati fonti di profitto incanalate dai governi successivi nelle avide mani della classe capitalista.
La salute pubblica si distingue da questa dinamica generale solo perché, nel contesto della pandemia, la sua degradazione è la più flagrante, una degradazione veramente criminale.

Per fermare la diffusione del virus, le autorità pubbliche a tutti i livelli dell’apparato statale hanno fatto ricorso a mezzi degni del Medioevo: essenzialmente, la chiusura della vita sociale e il collasso dell’economia. Per una parte molto grande della popolazione attiva, l’occupazione è stata bruscamente soppressa o drasticamente ridotta, temporaneamente o definitivamente. Le piccole imprese familiari sono state colpite duramente, o perché sono state chiuse per decreto o perché i loro clienti sono scomparsi. Ogni stato ha più o meno chiuso gran parte del contatto sociale ordinario, sia ai funerali che all’osteria locale. I viaggi sono stati interrotti. Le scuole pubbliche erano per lo più chiuse e le lezioni si tenevano online, in un paese dove 15 milioni di scolari vivono in case senza Wi-Fi. Gli asili sono stati chiusi. Gli anziani che vivono nelle case di riposo e nelle case di cura sono stati privati delle visite, anche dei loro parenti più stretti, e inoltre privati del contatto tra di loro.

Tranne che per le prime settimane, il blocco non ha interferito con la capacità della maggior parte delle grandi aziende di organizzare i loro affari e la loro forza lavoro come meglio credevano. Né ha influenzato l’attività speculativa nei mercati immobiliari e azionari. Nell’ultimo anno con Covid, la ricchezza dei miliardari del paese è aumentata di oltre mille miliardi di dollari.

Il costo umano del lockdown è stato terribile: gli anziani hanno vissuto o sono morti da soli, tagliati fuori dalla famiglia e dagli amici; i bambini sono stati ritardati non solo nel loro sviluppo scolastico, ma anche nello sviluppo sociale, nelle abilità extrascolastiche e forse, per i più giovani, anche nello sviluppo del loro sistema immunitario; le donne sono state costrette a lasciare il mercato del lavoro, per non lasciare soli i loro figli piccoli; altre donne sono state costrette a diventare insegnanti, educatrici e professioniste dell’inserimento dati, tutto insieme, e a casa. I lavoratori di tutte le industrie si sono trovati di fronte alla scelta di non andare più al lavoro per proteggere le loro vite, rischiando di perdere il lavoro, o di continuare ad andare al lavoro, rischiando di contrarre il Covid, magari perdendo la vita o trasmettendo il virus alle loro famiglie. La povertà è aumentata rapidamente, così come la mancanza di cibo. E, a causa del lockdown, la violenza domestica e gli omicidi sono aumentati.

Tutto questo impallidisce in confronto a ciò che la gente di molti paesi meno sviluppati ha dovuto affrontare in un mondo dominato dall’imperialismo. All’inizio dell’epidemia, i corpi erano accatastati in camion refrigerati nei parcheggi di New York; a Guayaquil, Ecuador, erano accatastati nelle strade, all’aperto. Gli Stati Uniti sono lenti a dare alla gente i due vaccini autorizzati; le persone in Brasile e in India si ritrovano con vaccini meno protettivi e meno sicuri, mentre alcuni paesi africani non hanno alcuna prospettiva di vaccinazione a causa della morsa delle compagnie farmaceutiche sui brevetti.

Tuttavia, nel paese che si dice sia il più ricco del mondo, il lockdown ha portato a una catastrofe che la sua popolazione non avrebbe potuto immaginare un anno prima.
Questa catastrofe si svolge in un contesto pieno di minacce legate a idee superstiziose e religiose. Alcuni hanno continuato a negare la realtà stessa del Covid, altri non hanno preso alcuna precauzione, confidando in Dio, che avrebbe deciso chi sarebbe stato infettato o meno, chi avrebbe dovuto vivere o morire. Altri ancora erano pronti a credere che il virus fosse stato prodotto in un laboratorio cinese, trasportato in elicottero e spruzzato sulla popolazione. Queste idee pazzesche sono fiorite sui social network. Alcune sono stati diffuse da Trump o da governatori repubblicani : un modo conveniente per lavarsi le mani di qualsiasi responsabilità per il disastro. Altre idee dello stesso tipo sono state predicate alla messa della domenica. Ma da qualunque parte provengano, queste idee reazionarie hanno potuto trovare un’eco a causa della mancanza di conoscenze scientifiche tra le classi popolari, conseguenza logica della persistente mancanza di un’istruzione di qualità per la maggioranza della popolazione.

Bisogna aggiungere che queste idee superstiziose non sono state seriamente contestate dalle autorità sanitarie pubbliche, le cui azioni e dichiarazioni hanno creato confusione fin dall’inizio. Per fare solo un esempio: bisognava indossare una mascherina o no? All’inizio ci hanno detto che non era necessario, invece di dirci la verità, che semplicemente non ce n’erano in magazzino. Poi abbiamo dovuto indossare una mascherina per proteggerci. O era per proteggere gli altri? O erano entrambe le cose? Le istruzioni contrastanti erano basate non tanto su nuovi dati e progressi scientifici quanto su ciò che le autorità scientifiche ritenevano più efficace di volta in volta per convincere la popolazione a fare ciò che era "per il suo bene", nel modo sprezzante e odioso degli "esperti".

E che dire delle istruzioni del CDC che esortavano il pubblico a non portare i nipoti a casa della nonna per la festa del Thanksgiving, mentre i politici e altri noti funzionari della sanità pubblica e i grandi dirigenti d’azienda visitavano le loro famiglie! Trump è andato a Mar-a-Lago in Florida con tutta la sua cricca. Peggio ancora, le grandi aziende continuavano a funzionare a pieno regime, e gli operai erano in contatto con molte più persone di quante ne avessero in famiglia, per periodi di tempo più lunghi, stipati tutti insieme. Ma no, era la visita alla nonna la cosa sbagliata da fare! La popolazione non apprezza il « due pesi, due misure » o le insinuazioni che le riunioni familiari siano la causa della crisi sanitaria. Non è sorprendente, quindi, che la popolazione non abbia prestato molta attenzione ai consigli delle autorità sanitarie, anche se questo a sua volta può aver avuto gravi conseguenze per loro.

La grande sfiducia nella salute pubblica e nelle autorità sanitarie non può essere attribuita solo alle teorie del complotto e ai social network. Gli strati più bassi della popolazione sono stati a lungo usati come cavie per la sperimentazione medica. Il sordido studio sulla sifilide di Tuskegee [1] è emblematico di tali pratiche, anche se ne rappresenta solo una piccola parte.

I prigionieri continuano ad essere usati come cavie per i test sui farmaci. Le donne le cui cure mediche erano fornite nelle cliniche pubbliche sono state spesso inconsapevolmente testate per l’efficacia e la sicurezza di vari metodi contraccettivi, dai farmaci alle procedure chirurgiche minori. E se le compagnie farmaceutiche, nella loro cieca ricerca del profitto, sono state ritenute responsabili dei danni causati da farmaci presentati come miracolosi come il DES [2] o il Talidomide [3], il loro uso era stato approvato dalle autorità sanitarie pubbliche. La distribuzione caotica dei vaccini non ha aiutato la reputazione delle istituzioni sanitarie.

Il disastro di Covid-19 era destinato ad avere un impatto sulle elezioni, e l’ha avuto, ma non è stato niente in confronto al costo umano. Il numero di persone ammalate, il numero di morti, i milioni di persone che hanno perso il lavoro, il crollo improvviso degli standard di vita, i danni fisici e psicologici del lockdown: tutti ingredienti esplosivi versati in una pentola bollente, pronta a traboccare. Trump vi ha aggiunto un mix tossico di insulti misogini, razzisti e nativisti [4].

Oltre la crisi sanitaria, la crisi economica

Nel 2020, gli Stati Uniti hanno vissuto la peggiore contrazione economica dai primi anni ’30 - in altre parole, in 90 anni. Il prodotto interno lordo (PIL) degli Stati Uniti è calato di oltre il 35% tra marzo e settembre. Nei mesi successivi ci fu una parziale ripresa del PIL, ma alla fine dell’anno il PIL era ancora ben al di sotto del livello dell’anno precedente.

Questa terribile situazione economica non è dovuta solo alla pandemia e al lockdown. Settori chiave dell’economia, come l’edilizia e la manifattura, così come in generale gli investimenti aziendali, erano già in declino da un anno prima che la pandemia colpisse, e il resto dell’economia era sul punto di seguirne l’esempio. Infatti, una recessione potenzialmente devastante si profilava già molto prima, indipendentemente dalla pandemia. È bastata l’epidemia di coronavirus per mandare in tilt questa economia già stagnante e in declino.

La scorsa primavera, con la pandemia e il lockdown, la disoccupazione è salita alle stelle. Il governo degli Stati Uniti ha dichiarato che la disoccupazione aveva raggiunto il 15,6% in aprile, un record dalla fine della seconda guerra mondiale. In realtà, il tasso di disoccupazione era molto più alto. Il New York Times ha sottolineato che il tasso di disoccupazione reale era del 27% quando si prendevano in considerazione tutti i disoccupati e tutti coloro che hanno dovuto lavorare part-time quando avevano bisogno di un lavoro a tempo pieno.

L’unica volta che la disoccupazione aveva raggiunto questo livello è stato durante la Grande Depressione degli anni ’30. Ma c’è una differenza: la perdita di posti di lavoro durante la Grande Depressione fu più graduale, poiché avvenne in un periodo di quasi tre anni tra il 1929 e il 1932, mentre nel 2020 è avvenuta in pochi giorni, qualche settimana.

Nonostante tutti i discorsi sulla ripresa, alla fine dell’anno la disoccupazione si aggirava ancora intorno al 20%, se si prendono in considerazione tutte le categorie. Questo livello di disoccupazione è un prodotto del normale funzionamento del capitalismo, che ha raggiunto la sua fase senile.

Innanzitutto, come in altre crisi, le ondate di disoccupazione sono state alimentate da una sempre maggiore concentrazione. Le grandi imprese sono diventate ancora più grandi, mentre centinaia di migliaia di piccole e medie imprese sono fallite in settori come la distribuzione, l’industria alberghiera, l’energia e persino la sanità, che ha licenziato personale.

In secondo luogo, le grandi imprese affermate hanno approfittato della crisi per ridurre il "costo del lavoro" attraverso i cosiddetti piani di ristrutturazione. Berkshire Hathaway, per esempio, di proprietà del multimiliardario Warren Buffet, ha fatto 56 miliardi di dollari di profitti nei primi sei mesi della pandemia, mentre una delle sue filiali ha licenziato oltre 13.300 lavoratori. Anche le grandi aziende farmaceutiche, tra cui Eli Lilly, Pfizer, Bristol-Myers Squibb e Johnson & Johnson, che si aspettano grandi benefici dalla pandemia, hanno tutte annunciato piani di licenziamento.

Naturalmente, le aziende che hanno perso soldi nel mezzo della crisi, come Disney, Boeing o Exxon, l’hanno usata come scusa per tagliare posti di lavoro nonostante gli straordinari profitti del passato. Durante questo periodo le aziende più grandi hanno effettivamente licenziato più forza lavoro rispetto alle aziende più piccole, anche se sono in una posizione migliore per superare la crisi.

Infine, i governi dei diversi stati e gli enti locali hanno approfittato della crisi per ridurre personale e ristrutturare, come hanno fatto in ogni altra crisi. Più di 2,3 milioni di posti di lavoro nel settore pubblico sono stati tagliati l’anno scorso, più della metà dei quali nell’istruzione.

Questi licenziamenti di massa fanno parte della guerra di classe condotta contro l’intera classe operaia, compresi gli impiegati e i disoccupati. I capitalisti approfittano dell’angoscia dei disoccupati per costringerli ad accettare un impiego meno pagato per un lavoro più grande. E approfittano della crisi per costringere chi ha un lavoro a fare più sacrifici per mantenerlo.

Le misure di assistenza adottate dal Congresso, che avrebbero dovuto attutire la perdita di reddito delle famiglie durante la pandemia e il lockdown, hanno mostrato la fragilità della cosiddetta rete di sicurezza che avrebbe dovuto proteggere i lavoratori in tempi ordinari. Sono ancora pochi i disoccupati che ne beneficiano, e i sussidi sono molto bassi. Inoltre, il caos e le difficoltà che decine di milioni di lavoratori hanno affrontato nel cercare di accedere a questi sussidi mostra quanto l’intero sistema si sia degradato nel corso dei decenni.

Il Congresso ha fornito sussidi supplementari su base temporanea e intermittente. In origine dovevano durare solo quattro mesi, da aprile a luglio, e quindi terminare molto prima che la crisi fosse passata. Poi, a dicembre, sono state votate nuove misure per una durata ancora più breve e con importi minori. Queste interruzioni hanno permesso al governo federale di contenere i costi. Per le aziende era un’altra manna ulteriore che permetteva loro di approfittare di una forza lavoro che aveva poco o nessun reddito.

Di conseguenza, la fame è esplosa nella seconda metà dell’anno, con un numero di persone colpite che è aumentato del 50% fino a raggiungere 54 milioni, secondo l’associazione Feeding America (Nutrire l’America). In altre parole, una persona su cinque nel paese non ha abbastanza da mangiare, il che rappresenta più della popolazione di un paese come la Spagna. Per non morire di fame decine di milioni di lavoratori sono ridotti a dipendere dalle banche del cibo e dagli enti di beneficenza.
Per quanto riguarda l’alloggio, un affittuario su sei nel paese è indietro con i pagamenti, secondo l’Ufficio del Censimento degli Stati Uniti. Come risultato, decine di milioni di persone rischiano lo sfratto o il pignoramento quando le tregue accordate dal governo finiranno.

Nel paese più potente del mondo, che ha nelle sue mani tutte le tecnologie avanzate e dove la ricchezza abbonda, il capitalismo non può garantire nemmeno il minimo indispensabile per una parte crescente della popolazione.

Invece, per le grandi imprese e i settori più ricchi della società, l’aiuto del governo federale è stato aperto, praticamente illimitato. Dei 4.000 miliardi di dollari di aiuti approvati dal Congresso nel marzo 2020 in quattro distinti progetti di legge, quattro quinti sono andati alle più grandi imprese e ai segmenti più ricchi della società, secondo uno studio del Washington Post (5 ottobre 2020). L’anno scorso, le 43.000 persone più ricche del paese hanno ricevuto agevolazioni fiscali per un valore medio di 1,6 milioni di dollari ciascuna! Le agevolazioni fiscali e contributive per le imprese equivalevano a quello che i datori di lavoro spendevano per i sussidi di disoccupazione aggiuntivi per decine di milioni di lavoratori.

Inoltre, tra marzo e giugno 2020, la Federal Reserve (la banca centrale degli Stati Uniti, soprannominata la Fed) ha immediatamente spalancato le dighe per inondare il mercato, comprando 1,6 trilioni di dollari in buoni del tesoro statunitensi e 700 miliardi di dollari in titoli garantiti da ipoteca, facendo sapere ai mercati che non c’era davvero limite ai trilioni che la Fed sarebbe stata disposta a versare nei mercati.
Questi aiuti non sono stati dati per produrre o investire, ma per permettere alle imprese di pagare gli interessi sui loro crescenti debiti e assicurare buoni rendimenti ai loro principali azionisti. Mentre iniziavano i lockdown e la disoccupazione saliva a livelli che non si vedevano dalla Grande Depressione, i profitti di Wall Street sono aumentati dell’82% nella prima metà del 2020 rispetto al 2019. Tra marzo e luglio 2020, la ricchezza totale dei miliardari degli Stati Uniti è balzata di 700 miliardi di dollari, mentre le morti di Covid continuavano a salire e mentre milioni di lavoratori erano duramente colpiti dalla crisi. Nel 2020, Jeff Bezos (l’amministratore delegato di Amazon), già miliardario, ha visto la sua ricchezza crescere di oltre 74 miliardi di dollari e Elon Musk (l’amministratore delegato di Tesla) ha visto la sua gonfiarsi di 76 miliardi di dollari.

Ma tali doni alla classe capitalista hanno un prezzo. Le gigantesche operazioni finanziarie a beneficio di pochi stanno succhiando sempre più della ricchezza prodotta dalla classe operaia, che sia attraverso tassi d’interesse più alti sul debito, più dividendi, o più alti stipendi per i massimi dirigenti aziendali. Quindi ci sono meno soldi per i salari e il welfare, meno soldi per gli investimenti produttivi. Gli sforzi dei capitalisti per fare profitti e arricchirsi sempre più sono un peso per l’economia, riducono il consumo e aggravano la crisi di fondo.

Offrendo ai capitalisti e alle loro aziende garanzie contro grandi perdite, la Federal Reserve non fa che incoraggiarli a farne ancora di più. Questo potrebbe portare ad un aumento del debito e della speculazione, bolle finanziarie sempre più grandi che un giorno scoppieranno, aprendo la strada a catastrofi ancora più grandi.

Il demagogo della Casa Bianca e l’estrema destra

Nei giorni successivi all’assalto al Campidoglio di Washigton del 6 gennaio 2021, Donald Trump sembrava essere un paria. Era un momento di ipocrisia. Numerose organizzazioni imprenditoriali lo hanno biasimato, dalla Business Roundtable [5] alla National Association of Manufacturers, dalla National Chamber of Commerce alla National Retail Federation. I padroni di tal o tal’altra azienda non hanno fatto di meno.

La PGA, l’associazione dei golfisti professionisti, ha rifiutato di tenere il suo torneo in una delle proprietà di Trump. Shopify ha rimosso dal sul suo sito web i capi d’abbigliamento con la marca Trump. Trump è stato permanentemente bandito da Twitter, Facebook e YouTube. Banche e società di intermediazione hanno minacciato di tagliare i finanziamenti non solo a Trump ma anche ai 138 rappresentanti e senatori repubblicani che hanno dato credito all’assurda affermazione di Trump di aver vinto le elezioni con ampio margine.

Anche la Deutsche Bank, l’ultima grande banca che continuava ad offrire prestiti alle aziende di Trump, ha annunciato di gettare la spugna. E i leader repubblicani sia alla Camera che al Senato hanno annunciato di essere pronti a rompere con Trump. Il leader della minoranza al Senato, Mitch McConnell, ha dichiarato: "La folla è stata nutrita di bugie. Il presidente li ha incoraggiati". Il leader della minoranza della Camera, Kevin McCarthy, ha detto che Trump era responsabile dell’invasione da parte della folla e ha lasciato intendere che Trump dovesse in qualche modo rispondere delle sue azioni.

Che questo demagogo possa aver apertamente suggerito ai suoi sostenitori di andare a Capitol Hill per ribaltare con la forza i risultati di un’elezione che aveva perso, è davvero sorprendente?

Quello che Trump ha fatto il 6 gennaio è coerente con il suo comportamento mentre era alla Casa Bianca. Per quattro anni ha corteggiato e rafforzato l’estrema destra, si è eretto a megafono della sua visione del mondo. A volte era il macho di turno, sostenendo che la sua celebrità gli dava accesso al corpo di qualsiasi donna volesse; un razzista degno dei governatori "populisti" del Sud degli anni 50, che sostenevano che i leader del Ku Klux Klan erano tra i cittadini modello dei loro stati; un patriota sbruffone, che cerca di sedurre i nativisti con il suo slogan "America First", e soprattutto con azioni brutali, come la separazione dei bambini migranti dai loro genitori; e infine, un autodidatta egocentrico che usa il gioco politico per aumentare la propria ricchezza.

Trump non ha mai nascosto chi fosse. Molto prima di annunciare la sua candidatura alla presidenza, nel 2015, si era guadagnato il titolo di razzista inveterato. Nel 2011, fu l’istigatore di una campagna per far annullare la nomina del primo presidente afro-americano della nazione sulla base del fatto che era uno straniero, nato in Kenya e quindi ineleggibile, lusigando le idee dei suprematisti bianchi, per i quali un uomo nero come presidente del "loro" paese era cosa inaccettabile.

Due decenni prima, Trump aveva finanziato e reso visibile una virulenta campagna pubblica per fare condannare cinque adolescenti neri o latini accusati ingiustamente di aver stuprato una jogger bianca a Central Park. Nessun simbolo, nessuna allusione era troppo volgare per i cartelloni o gli annunci a pagina intera che ha comprato sul New York Times o su altri giornali, diffondendo l’idea che i cinque adolescenti erano mostri furiosi il cui obiettivo era quello di violentare qualsiasi donna bianca che attraversava il loro cammino. Chiedeva a gran voce la loro esecuzione. Nel 2020, molto tempo dopo che la sentenza fosse stata annullata, ha chiesto alle autorità federali di metterli sotto processo per "crimini d’odio".

Solo pochi giorni dopo aver annunciato la sua candidatura alle elezioni del 2016, chiamava i messicani stupratori e spacciatori, i musulmani terroristi. Il muro che si è impegnato a costruire al confine con il Messico è diventato la materializzazione del suo slogan elettorale, "Make America Great Again" (Rendere l’America di nuovo grande), o MAGA, che nella sua visione razzista del mondo significa impedire l’ingresso alle orde more pronte a invadere gli Stati Uniti WASP (White Anglo-Saxon Protestant : protestanti bianchi anglosassoni).

Per quattro anni, ha riempito il suo account Twitter di commenti sprezzanti, soprattutto contro le donne. Contro le donne che lo accusavano di abusi sessuali, la sua difesa era che erano troppo brutte per farlo.

Per quattro anni ha martellato quello che viene chiamato il diritto costituzionale di portare armi. Dopo che 17 persone sono state uccise in una scuola superiore a Parkland, Florida, da un giovane con un’arma di tipo militare, i sopravvissuti hanno organizzato una campagna per limitare l’uso di tali armi. Trump ha trasmesso dei tweet denunciando quegli studenti come attori comici. Quando membri di milizie armate con fucili automatici hanno manifestato nel centro della capitale del Michigan contro le restrizioni Covid, ha twittato: "Liberate il Michigan". Quando si è scoperto che alcuni di questi miliziani avevano complottato per rapire e forse anche assassinare la governatrice democratica del Michigan, il tweet di Trump fu: "Whitmer vuole imporre la sua dittatura, il popolo non la sopporta".

Il suo Dipartimento di Giustizia ha annunciato nel luglio 2020 che riprendeva le esecuzioni federali. Non ce n’erano state per 17 anni. Ma per mostrare quanto Trump fosse intrattabile, la sua amministrazione ha pianificato 10 esecuzioni in un periodo di quattro mesi. Di questi giustiziati, il 35% erano neri, circa tre volte la proporzione di neri nella popolazione.

Durante le proteste di quest’estate per l’omicidio di George Floyd, il suo procuratore generale ha lanciato forze militari pesantemente armate per interrompere una protesta perfettamente legale, affinché Trump potesse posare con una Bibbia. Nell’agosto 2020, quando un suprematista bianco di 17 anni uccise due manifestanti a Kenosha, Wisconsin, con un fucile portato dall’Illinois, Trump lo sostenne, dicendo che si stava semplicemente difendendo, anche se il miliziano aveva percorso 25 kilometri da casa sua per venire, armato del suo fucile, ad attaccare i manifestanti. Durante il dibattito presidenziale con Biden nell’ottobre 2020, Trump ha chiamato i Proud Boys, una milizia misogina e nativista, a "tenersi pronti e armati" (Stand back and stand by). Già nell’agosto 2017, Trump aveva teso le mani a delle "brave persone" raggruppate a Charlottesville, Virginia, nel movimento Unite the Right (Unire la Destra), composto da neonazisti, suprematisti bianchi, nazionalisti cristiani e miliziani armati.

Il 6 gennaio, Trump ha chiamato queste stesse "brave persone" alla violenza, sulla base di affermazioni false e complottiste che sono totalmente avulse dalla realtà. Ma il fatto che Trump inganni i suoi sostenitori non è una novità. Per quasi un anno ha previsto che avrebbe perso le elezioni.

Trump ha chiesto ai funzionari repubblicani a "epurare" i registri elettorali nelle principali città con una maggioranza di elettori neri. Ha invitato i suoi sostenitori a riempire le urne con schede false in alcuni seggi elettorali (cioè nei quartieri neri) per compensare, ovviamente secondo lui, le schede false usate dai suoi avversari. Ha invitato i suoi sostenitori a fare irruzione nei seggi elettorali sospetti (cioè a prevalenza di neri) per prevenire le frodi. Ha chiamato il funzionario repubblicano responsabile delle elezioni in Georgia a trovare esattamente il numero di voti che gli mancavano per vincere le elezioni in quello stato.

Le azioni di Trump del 6 gennaio sono state il culmine logico dei quattro anni della sua presidenza. Ma gli eventi del 6 gennaio non riguardavano semplicemente, né fondamentalmente, Trump, il suo ego o la sua aura. L’invasione del Campidoglio del 6 gennaio è un indicatore dei tempi in cui viviamo, un periodo instabile, segnato da una crisi economica molto grave. È un’epoca in cui un demagogo come Trump può reclutare seguaci in massa, denigrando e attaccando la vita politica tradizionale, esprimendo senza mezzi termini ciò che altri politici esprimono più correttamente o che solo accennano.

La politica di Trump fu per il 99% la stessa degli altri politici repubblicani, o anche della maggior parte dei politici democratici. Il tratto distintivo di Trump era la sua consapevolezza che la sua strada verso il successo personale doveva passare attraverso l’estrema destra. Trump non ha creato l’estrema destra. Ha solo capito, o forse scoperto accidentalmente, come trarne profitto.

Non dobbiamo sopravvalutare la forza di questa estrema destra, nonostante il suo "successo" del 6 gennaio. Non era un’insurrezione, l’azione non era il risultato di una rivolta popolare. Senza un piano o un coordinamento chiaro, i suoi partecipanti non hanno potuto o saputo fare altro, una volta dentro il Campidoglio, se non rubare qualche souvenir.

Questo non è stato un colpo di stato. Nonostante la presenza di milizie, di alcuni poliziotti, di ex-militari e persino di alcune guardie nazionali nella folla degli invasori, non si è mai parlato di forze armate impegnate nel rovesciamento di un governo civile.

E se dobbiamo chiarire cosa non è stato il 6 gennaio, è perché molti hanno usato questi termini per spiegare questo evento. Ma questo significa ignorare il fatto che il successo dell’invasione della folla al Campidoglio aveva più a che fare con una decisione della polizia, e dietro di essa dei leader dei due principali partiti politici, di non affrontare questa manifestazione a sostegno di Trump, che con la potenza di una folla organizzata.

Ma non dobbiamo nemmeno sottovalutare le opportunità che la situazione attuale offre per lo sviluppo di questa estrema destra. I suprematisti bianchi, i nazionalisti cristiani e gli xenofobi sostenitori dello ius sanguinis sono sempre esistiti in questo paese, su scala più o meno grande, a seconda dei bisogni della classe dirigente. Anche quando uccidevano, come a Oklahoma City o al liceo di Columbine, erano in minoranza. Questo è stato vero per quasi mezzo secolo. Oggi rimangono marginali, ma stanno ricevendo molta più attenzione. In ogni caso è troppo presto per dire se il successo della folla del 6 gennaio ha segnato un balzo in avanti per l’estrema destra.
Anche con la più fervida immaginazione, i 74 milioni di elettori di Trump non possono essere considerati di estrema destra. Alcuni di quei 74 milioni sono persone che sono d’accordo con le opinioni reazionarie dell’estrema destra, persone il cui razzismo li porterebbe a giustificare l’omicidio di George Floyd, persone che disprezzano gli ebrei e i musulmani, persone che applaudono Trump quando separa i bambini dai loro genitori migranti al confine.

Tra gli elettori di Trump, ci sono gli elettori della classe agiata che votano repubblicano in modo schiacciante e quelli degli strati "istruiti", che hanno comunque votato per lui, con una maggioranza minore. Ma ci sono anche tutti gli altri. E tra loro, un gran numero è disperato per il crollo della società capitalista, anche se non sono consapevoli che il capitalismo è la fonte della loro disperazione.
Alcuni di loro sono piccoli agricoltori che hanno perso la loro terra, altri sono piccoli commercianti che riuscivano a malapena a sopravvivere anche prima del lockdown. Molti sono lavoratori, impiegati per esempio nelle zone rurali, in piccole fabbriche, con pochi colleghi, persone che devono lavorare per sopravvivere, ma in un tale isolamento che le possibilità di organizzare azioni collettive sono scarse. Molti di loro vivono in zone dove l’unica fabbrica della regione è stata chiusa. Ciò che li unisce è la disperazione e la rabbia verso l’establishment che ha creato questa situazione, la "palude" che Trump ha promesso di prosciugare.

Trump ha riconosciuto questa disperazione. Non ha fatto nulla per alleviarla. Ma non ha mai cessato di riconoscerla. Né gli altri repubblicani né il partito democratico lo hanno fatto. Questo è ciò che ha permesso a Trump non solo di mantenere la sua base elettorale del 2016, ma anche di aumentarla ed espanderla. Ha toccato solo una minoranza di elettori messicani-americani e portoricani, ma questa volta una minoranza significativamente più grande. Va notato che ha preso un po’ di voti dall’elettorato nero, di solito un sostenitore solido dei democratici.

Ciò che rende la situazione potenzialmente pericolosa è che Trump, o qualcuno come lui, o anche più efficace di lui, potrebbe dirigere la disperazione prevalente contro questo o quel segmento della popolazione lavoratrice. Chiaramente, gli antagonismi razziali, etnici e religiosi che sta alimentando vanno in quella direzione. Il pericolo non è minore perché è stato "esiliato" a Mar-a-Lago ed è diventato persona non grata (per quanto tempo? Molti anatemi anti-Trump lanciati subito dopo il 6 gennaio sembravano quasi dimenticati alla fine di gennaio).

In una situazione in cui la classe operaia non ha iniziato ad agire o ad offrire prospettive ad altre parti della popolazione lavoratrice, gli antagonismi promossi da un demagogo come Trump possono giocare un ruolo importante, soprattutto perché saranno avvolti in un pacchetto populista che contrappone, almeno a parole, tutti quegli "americani che lavorano duramente" alla "élite privilegiata".

E ora ?

Lo scorso giugno è scoppiata un’enorme esplosione di indignazione per l’uccisione di George Floyd da parte della polizia. È iniziata a livello locale con un’esplosione di rabbia senza precedenti per l’omicidio stesso, prima di prendere la forma di manifestazioni più grandi che hanno riunito rivendicazioni in provenienza da tutte le parti. George Floyd, seguito da vicino da Breonna Taylor, è diventato il simbolo di tutti coloro che erano stati uccisi dai poliziotti, con lo slogan "Say their name" (Pronuncia il loro nome) che divenne un modo per pubblicizzare tanti altri omicidi.
La protesta si è diffusa in tutto il paese, dalle grandi città ai piccoli paesi fino alle zone rurali, comprese quelle in cui Trump ha la sua base. Ha raggiunto tutti i segmenti della popolazione: neri, bianchi e tutti quelli raggruppati sotto il termine latino; tutte le generazioni, specialmente i giovani. Questa protesta è nata dalle chiese, dai quartieri e dalle scuole, anche se chiuse. Ha sbloccato il lockdown.
Alcuni la vedevano come il più grande movimento sociale di tutti i tempi. Questo era probabilmente vero per quanto riguarda il numero di manifestanti e la velocità della sua espansione. Il movimento ha dimostrato che hanno torto coloro che sostengono che "non succederà niente" perché non è mai successo niente. Ha mostrato che la società americana, con tutte le sue malattie, è gravida di esplosioni.

Ma il movimento si ritirò presto, anche se alcune tracce vivide rimangono nella memoria collettiva. Di fatto questo movimento è stato portato in un vicolo cieco dalla focalizzazione sulla riforma del comportamento della polizia, dall’obiettivo dichiarato di mettere in riga la polizia privandola di fondi o addirittura eliminandola. Ma questo era ignorare il suo ruolo fondamentale.

La funzione della polizia e in generale delle forze armate è quella di proteggere la classe capitalista che vive dello sfruttamento dei lavoratori, il che include lo sfruttamento spietato dei lavoratori neri. La polizia non sarà "privata di fondi", la polizia non sarà soppressa, a meno che la popolazione non si renda conto che deve farla finita con la classe che la polizia difende.

Una tale comprensione non viene automaticamente, non può venire solo dall’esperienza, nemmeno da un’esperienza duramente acquisita. Ci vogliono milianti che propongano questo obiettivo. Questo presuppone l’esistenza di un partito rivoluzionario della classe operaia, un partito comunista (o almeno il suo embrione) capace di collegarsi con la popolazione. E questo partito deve ancora essere costruito.

Stiamo attraversando un periodo che non abbiamo mai conosciuto, né individualmente né come organizzazione. Gli eventi si stanno accelerando. Il crollo dell’economia reale sta rendendo la vita insopportabile per gran parte della popolazione. La struttura politica si sfalda. Dove ciò porterà non dipende da noi, ma dalla classe operaia. Si mobiliterà per difendere i suoi interessi, e quando ? È questa la domanda fondamentale.

Quello che dipende da noi, però, è che non ci arrendiamo, e prima di tutto che abbiamo fiducia nel nostro programma e nella nostra storia.

Dall’inizio dell’organizzazione The Spark, abbiamo fatto delle scelte. Queste scelte non sembravano ovvie. Nessun altro in questo paese e pochissimi militanti nel resto del mondo le hanno fatte. Ma avevamo legami con i militanti che avevano creato l’organizzazione che divenne Lutte ouvrière. Avevano scelto di militare per costruire un’organizzazione trotskista nella classe operaia, un’organizzazione comunista rivoluzionaria. E noi abbiamo fatto questa stessa scelta.

Abbiamo riaffermato questa scelta nei momenti critici, quando altri gruppi hanno optato per altri orientamenti. Alcuni hanno scelto di dare la priorità all’attività sindacale, il che si riduce spesso a corteggiare dei contestatori nei sindacati. Altri ancora cercavano di unire la sinistra sulla base del minimo comune denominatore, "per avere le forze di resistere". Altri ancora gravitavano intorno alla piccola borghesia intellettuale, che sembrava più ricettiva, o nei movimenti che emanavano da essa.

Da parte nostra, scegliemmo di militare nella classe operaia, o almeno nella classe operaia che avevamo di fronte, nel nostro piccolo. Abbiamo scelto di difendere le nostre idee e il nostro programma, questo programma trotskista che è il marxismo-leninismo del nostro tempo. L’editoriale dei nostri bollettini simboleggia oggi questa lotta.

Abbiamo mantenuto i nostri legami internazionali, perché la classe operaia è una classe internazionale, e abbiamo visto molte organizzazioni che si dichiaravano comuniste scivolare nel nazionalismo quando hanno preteso di fare a meno di questi legami.

Il periodo che ci aspetta sarà quasi certamente più difficile di quelli che abbiamo conosciuto, e potrebbe essere disorientante. Ma la nostra scelta è semplice: continuare a lavorare per costruire un’organizzazione all’interno della classe operaia, mantenere viva la nostra base politica, rimanere fedeli al comunismo rivoluzionario.

31 gennaio 2021

1] Il Tuskegee Syphilis Study fu condotto dall’U.S. Public Health Service tra il 1932 e il 1972 per osservare il decorso della sifilide quando non viene trattata. Questo esperimento è stato condotto senza informare i soggetti, che erano dei neri poveri, con la scusa delle cure mediche da parte del governo americano.

2] Il dietilstilbestrolo, commercializzato in Francia come Distilbène e prescritto per ridurre il rischio di aborto spontaneo o parto prematuro, ha causato malformazioni genitali, ha aumentato il rischio di sviluppare il cancro e ha aumentato il rischio di sterilità nel feto. Non è più prescritto alle donne incinte dal 1983.

3] Il talidomide era un farmaco usato negli anni 1950-1960 come sedativo e antinausea per le donne incinte. Ha causato gravi malformazioni congenite nel feto.

4] Il nativismo è una corrente politica di estrema destra, molto presente negli Stati Uniti e in Australia, che si oppone a qualsiasi nuova immigrazione e all’acquisizione di diritti politici per gli immigrati. In Francia, questa corrente è rappresentata dai sostenitori dello ius sanguinis, la cui applicazione sotto il regime di Vichy portava alla decandenza di cittadinanza.

5] La Business Roundtable (BRT) è un’associazione senza scopo di lucro con sede a Washington, D.C. I suoi membri, tutti amministratori delegati, sono i capi delle più grandi aziende degli Stati Uniti.


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