Internazionale
Afghanistan

Il terribile prezzo della guerra imperialista

Il caos che ha accompagnato il ritiro delle truppe inviate in Afghanistan, il disprezzo dei dirigenti occidentali per una popolazione afgana che pretendevano di aiutare e che hanno lasciato senza rimorsi nelle mani di una dittatura infame, non hanno fatto che sottolineare tutti gli aspetti rivoltanti dell’intervento imperialista in questo paese, dall’inizio fino a questa fine vergognosa.

Questa guerra di piω di vent’anni è stata condotta con il pretesto di combattere il terrorismo, ma il popolo dell’Afghanistan è stato la prima vittima, a causa delle esazioni dei talebani e di quelle degli eserciti occidentali. Questi ultimi hanno combattuto i talebani, ma sono gli stessi dirigenti americani che hanno creato dal nulla queste bande armate reazionarie che vogliono imporre la loro dittatura al popolo afgano, e in particolare alle donne.

Giΰ nel 1979, quando l’URSS si preparava a intervenire militarmente in questo paese, che si trovava allora nella sua zona d’influenza, gli Stati Uniti hanno agito in modo subdolo per indebolirla. Hanno sostenuto e armato i signori della guerra che cercavano di imporsi facendo riferimento all’Islam. La CIA ha agito insieme al Pakistan e all’Arabia Saudita per rovesciare il governo afgano sostenuto dall’URSS, e lo stato americano ha finanziato i campi di addestramento e l’armamento di questi guerriglieri.

Dopo che l’URSS si ritirò definitivamente dall’Afghanistan nel 1989, il paese fu lasciato in mano alle varie bande armate che avevano combattuto le truppe sovietiche e che ora aspiravano al potere. Gli anni di guerra civile che seguirono portarono i Talebani al potere nel 1996, con grande soddisfazione dei leader imperialisti statunitensi che avevano lavorato per questo. Ma le forze che avevano nutrito si sono poi rivoltate contro i loro padroni. Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, Bush scatenò la guerra contro gli ex alleati, accusati di aver protetto Bin Laden, il fondatore di Al Qaeda diventato nemico degli Stati Uniti dopo essere stato uno dei suoi protetti. Le bombe piovvvero sul paese e il potere dei talebani crollò. Ma il governo fantoccio installato dagli Stati Uniti non portò né pace né democrazia.

Vari paesi imperialisti, tra cui l’Italia, hanno partecipato all’intervento militare. Questo ha avuto il solito risultato, aumentando la rabbia e l’odio del popolo afgano contro le forze di occupazione, fornendo una massa crescente di reclute per i talebani. Il governo afgano, scelto dai governanti imperialisti, ha presto mostrato la sua corruzione. Era sostenuto da signori della guerra che si erano ritagliati dei feudi privati e, come i talebani nelle loro zone, imponevano la sharia. Anche se la situazione delle donne migliorò un po’ sotto l’occupazione americana, questo riguardava soprattutto le donne delle città. La miseria, invece, non ha fatto che aumentare, accompagnata da bombardamenti, rastrellamenti, torture e attentati sistematici. L’insurrezione talebana ha continuato ad avanzare, nonostante le decine di migliaia di soldati mobilitati dall’imperialismo e i miliardi di dollari spesi nel tentativo di costruire un esercito che poteva solo crollare. La vittoria dei talebani a Kabul il 15 agosto non poteva essere una sorpresa.

Gli Stati Uniti vorrebbero ora poter contare sul regime talebano per ripristinare la stabilità e l’ordine e permettere ai trust occidentali di continuare a fare affari in quella parte del mondo. Il rappresentante speciale degli Stati Uniti per la riconciliazione in Afghanistan si è già impegnato a sostenere la costruzione di un gasdotto attraverso il paese. Il fatto che i talebani si dichiarino religiosi fondamentalisti e impongano un’odiosa dittatura sulla popolazione, soprattutto sulle donne, non importa ai leader occidentali. Contrariamente alla loro retorica, lo scopo dei loro interventi non è quello di portare la pace e la democrazia, è quello di garantire che il dominio dell’imperialismo possa continuare, anche se ciò significa affidarsi a regimi medievali. Da questo punto di vista, i talebani non sono nι l’unico nι il primo.

Centinaia di miliardi di dollari spesi, un paese devastato e, più di vent’anni dopo, una dittatura rafforzata, ecco il risultato catastrofico dell’intervento occidentale. Dopo l’Iraq, la Siria, lo Yemen, la Libia e, più lontano, il Vietnam, si lascia dietro paesi distrutti e popolazioni ammaccate. Questo è il prezzo sempre più alto che l’umanità sta pagando per il mantenimento del sistema di dominazione imperialista.

A. R.


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