Internazionale

Cronaca della chiusura di una fabbrica al tempo del Covid

«Henkel ha preso un’importante decisione strategica per Laundry and Home care in Italia. La produzione resterà in Italia e sarà consolidata in un solo sito. Di conseguenza, il sito di Lomazzo (Como) terminerà le attività a fine giugno. Siamo consapevoli che questo coincide con un momento critico ma, purtroppo, il costante calo dei volumi di produzione, rende la presenza di due siti produttivi sovradimensionata nel nostro Paese. Oggi è stata data informazione alle rappresentanze sindacali con le quali l’azienda si confronterà per la ricerca di misure atte a mitigare l’impatto sociale della decisione». La mattina dell’11 febbraio 2021 questo comunicato ha accolto, all’arrivo in fabbrica, i dipendenti di Lomazzo. Comunicato sintetico, rapido, ma non indolore per i 160 lavoratori, 80 dipendenti diretti ed 80 dell’indotto (manutenzione, soffiaggio flaconi, servizi). Un po’ di storia: Henkel Multinazionale chimica, opera in molteplici settori della chimica applicata, nell’industria e consumer (collanti, detersivi, trattamento metalli ecc.), fonda la sua sede italiana a Lomazzo nel 1933 con il nome di Società Italiana Persil e la sua prima attività è proprio la produzione del detersivo per bucato a mano Persil. Nel 1973 viene inaugurato lo stabilimento di Ferentino (FR) per la fabbricazione di detersivi liquidi e in polvere attivo ancora oggi. Henkel è la terza multinazionale a cessare la sua attività, con chiusura degli impianti, nel giro di un mese, nelle province di Como, Lecco e Varese. Ecco le date di comunicazione delle chiusure: 11 febbraio Henkel, 160 dipendenti, 16 febbraio Teva (farmaceutica) 140 dipendenti, 16 febbraio Huntsmann (gomma, plastica) 100 dipendenti. Non può essere una casualità, la situazione epidemica non sembra fermare queste decisioni, al contrario, è chiara la volontà di approfittare di questa generale situazione di incertezza, per scaricare i costi delle ristrutturazioni, riconversioni, ottimizzazioni, razionalizzazioni frutto di previsioni future di mercato, sulla classe. Ed i lavoratori? Ed il sindacato? Lo stabilimento di Lomazzo ha una lunga tradizione sindacale, rappresentata dalle tre confederazioni sindacali, con maggioranza CGIL più CUB. La generazione protagonista di questo radicamento sindacale è lentamente uscita di fabbrica negli ultimi 6/7 anni, parzialmente sostituita da ragazzi giovani provenienti, per la maggior parte, da lavori precari o da agenzie interinali. Questa tradizione si è manifestata con una forte reattività dei lavoratori, lo sgomento ha lasciato spazio ad una fiammata di mobilitazione con una prima settimana intensa di iniziative, scioperi messi in atto anche congiuntamente con i lavoratori delle altre fabbriche in chiusura. Ma si è trattato appunto di una fiammata, spenta, nelle settimane successive, dalla determinazione e dall’attenta e minuta pianificazione dell’operazione da parte di Henkel, operazione discussa e programmata, dai vertici tedeschi, da almeno un anno. Agli stessi dirigenti e quadri locali ne è stata data comunicazione una settimana prima. Questa è un’azienda che negli ultimi 20 anni ha acquisito e dismesso marchi, attività ed almeno 5 stabilimenti con relative maestranze. La borghesia sa far tesoro delle battaglie fatte, per il sindacato e per i lavoratori è sempre come se fosse la prima volta. Anche la buona volontà, l’impegno e l’abnegazione di singoli sindacalisti non possono compensare decenni di concertazione, di commistione e subalternità delle burocrazie sindacali agli interessi borghesi. Questi stessi motivi hanno fiaccato il morale della classe e questo si è manifestato anche con la bassissima adesione all’ora di sciopero, in solidarietà, indetta per tutto il comparto chimico della provincia di Como, nonché negli altri stabilimenti Henkel del territorio nazionale. Preso atto dei rapporti di forza, alle organizzazioni sindacali non è rimasto altro che dare il via alla procedura standard prevista in questi casi: convocazione dei mass media per ottenere la massima visibilità, appello alle autorità locali, preghiere ai politici del territorio, regionali, nazionali, europei. Si è notato un particolare attivismo della Lega, avendo in questi territori il suo zoccolo duro. Nessuna retromarcia da parte di Henkel ed il processo di dismissione degli impianti si avvierà entro la fine di giugno. È una cronaca sconfortante? Deprimente? Avvilente? È la cronaca dei fatti, ed un comunista non gira la testa ma guarda i fatti dritto negli occhi e ne trae insegnamento, indicazioni e carica per la prossima battaglia.

Corrispondenza Como (31 marzo 2021)


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