Internazionale
Haiti

Una strage annunciata

Giovedì 19 marzo, il presidente Jovenel Moïse ha annunciato la presenza del coronavirus ad Haiti, con due persone ufficialmente registrate.

Fin dall’inizio è stato dichiarato lo stato di emergenza sanitaria con una serie di misure come la chiusura delle scuole e delle aziende di subappalto, nonché il coprifuoco dalle 20.00 alle 5.00.

Si potrebbe essere soddisfatti da questa pronta risposta se in realtà non fosse altro che una grande sceneggiata. La prima reazione della popolazione è stata di correre verso i mercati pubblici, con l’effetto che i prezzi sono aumentati ovunque, aggiungendosi all’aumento già indotto, qualche mese prima, dalla micidiale lotta per il potere dei politici e dalle vendite al nero organizzate dai proprietari dei supermercati.

Le aziende che continuano ad operare non adottano alcuna misura di protezione per i lavoratori. Non seguono alcun protocollo, ma questo non impedisce che tutto il giorno si sentono raccomandazioni a destinazione di una popolazione lasciata con le mani vuote. È facile per chi ha un frigorifero ben pieno invitare i lavoratori a rimanere a casa a stomaco vuoto.

Si promettono misure per aiutare la popolazione a combattere l’epidemia, ma nessuno si aspetta nulla da un governo che non ha mai preso la minima misura per migliorare le condizioni di vita in tal modo che oggi la lotta contro questa pandemia sia possibile. E come si fa a rispettare le misure di contenimento quando si usano i marciapiedi come letto, come ci si rinchiude quando si deve uscire ogni giorno per sperare di trovare cibo o per cercare acqua?

I lavoratori e le masse popolari, cioè la maggioranza della popolazione, vivono in quartieri sovraffollati, con rifiuti sparsi per terra, senza acqua potabile, senza elettricità, senza istruzione, senza accesso all’assistenza sanitaria.

Le masse sfruttate sono di nuovo lasciate a mani vuote di fronte a un disastro annunciato, come nel caso dei cicloni che uccidono migliaia di persone ogni volta che passano. Questa volta, con il Covid-19, gli "esperti" annunciano un tasso di mortalità più alto rispetto al terremoto del 2010, che aveva causato più di 300.000 morti.

In Haiti, più del Covid-19, ad uccidere è il virus dello sfruttamento capitalistico.

Corrispondenza Voix des Travailleurs (Voce dei lavoratori - Haiti-UCI)


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