Internazionale
L’estrema destra xenofoba

Il frutto marcio di una società marcia, e un pericolo per tutti i lavoratori

Nelle scorse settimane a Chemnitz in Germania, dopo una rissa che ha provocato la morte di un tedesco, si sono svolte manifestazioni con saluti nazisti e cacce all’uomo. Degli stranieri, un restauratore ebreo e militanti di sinistra sono stati attaccati. Tutto si è svolto con la complicità della polizia e del Ministro degli Interni, che ha spiegato che anche lui sarebbe sceso in piazza se non fosse stato ministro. La crescita elettorale dell’estrema destra tedesca in questi anni pesa su tutta la vita politica e sociale in un senso reazionario.

In Italia si sono viste cose del tutto simili in questi mesi, dalle campagne e le aggressioni contro gli immigrati alla crescita elettorale della Lega di Salvini. E domenica 10 settembre è in Svezia che un partito d’estrema destra ha registrato un progresso nelle elezioni, ottenendo quasi il 18% dei voti. Composto da neo-nazisti, questo partito ha fatto campagna contro i profughi, contro i quali ora tutti i partiti alzano la voce.

Cosi in Europa l’estrema destra si afferma, per ora soprattutto sul piano elettorale. In Austria, un partito fondato da un ex ufficiale SS condivide il potere con la destra. In Ungheria, il Primo Ministro Viktor Orbàn, xenofobo senza complessi, rifiuta l’accoglienza dei profughi come fa la Lega oggi al governo in Italia. Le conseguenze concrete si sono già viste in Italia dove Salvini ha impedito l’accesso ai porti delle imbarcazioni di migranti salvati in Mediterraneo e se la prende con le organizzazioni umanitarie che tentano di aiutarli. Ai profughi si ordina ormai di tornare nell’inferno libico. Col passare dei mesi, per quelle e quelli che fuggono dalle guerre, dalle dittature o semplicemente dalla miseria, l’Europa si trasforma in una fortezza sempre più inaccessibile.

Questi partiti xenofobi hanno trovato nelle campagne contro i migranti non soltanto un metodo per avere voti speculando sulle paure ed i pregiudizi, ma utilizzano la questione dei migranti per fare dimenticare tutte le altre. Una volta al governo, non risolvono alcuno dei problemi che il mondo del lavoro si trova di fronte, al contrario. In Austria, il governo ha allungato l’orario di lavoro, per la gioia dei padroni: la giornata di 12 ore (invece di 10) e la settimana di 60 ore (invece di 50) sono ormai legali. E se in Italia, Cinque stelle e Lega hanno promesso di farla finita con la precarietà e con la legge Fornero e di creare un reddito di cittadinanza, queste promesse si stanno allontanando.

L’estrema destra in realtà difende i gli interessi della classe capitalista. Il suo modello è Donald Trump, questo multimiliardario che tuona contro le élite ed ha fatto adottare la riforma fiscale più favorevole ai ricchi che gli Stati Uniti abbiano mai conosciuto. Per i lavoratori, l’estrema destra non è una soluzione, ma un grosso problema.

Col fare dei migranti capri espiatori, Salvini, Le Pen ed i loro amici tedeschi, ungheresi o svedesi vogliono aizzare parte dei lavoratori contro gli altri, spesso quelli ancora più poveri. Questa divisione è pericolosissima. Nel frattempo, questi xenofobi sdoganano i capitalisti. Eppure sono questi a licenziare, chiudere fabbriche e rovinare città intere, e certamente non i migranti. È il capitalismo la fonte di questa crisi senza fine.

L’estrema destra cresce sul concime di questa crisi e del deterioramento delle condizioni di vita delle classi popolari, in un primo tempo per alzare la voce. Ma i successi elettorali possono preparare botte, manganellate e colpi di fucile. Se i migranti, i musulmani o gli ebrei sono i primi presi di mira dai branchi di violenti d’estrema destra, questi in seguito se la prenderanno con tutti i lavoratori che vorranno difendersi, come i fascisti fecero in passato. Ed oltre a loro, tutta la società è minacciata.

Si tratta per la classe operaia della sua sopravvivenza. Non è una questione elettorale. Solo la lotta di classe permette ai lavoratori, indipendentemente dalla loro nazionalità, la loro religione o il loro colore di pelle, di lottare per i loro interessi. In passato, solo così il mondo del lavoro ha potuto difendersi e migliorare la sua condizione.

Ma occorre anche sbarazzarsi delle minacce che il capitalismo fa pesare, tra cui le minacce rappresentate da questa estrema destra. Per ciò, occorrerà spingere questa lotta di classe fino in fondo, fino all’espropriazione di questa borghesia parassitaria che rovina tutta la società.

E. B.


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