Stati Uniti: Licenziamenti e programmi sociali
Nel loro ultimo editoriale, i militanti trotskisti americani che pubblicano il quindicinale The Spark (La Scintilla) ritornano sull’attitudine dei poteri pubblici sul piano di quello che qui chiameremo le collettività territoriali, che prendono delle misure destinate non a salvare la popolazione afflitta dalla crisi, ma le grandi imprese che sono all’origine del grande disastro economico attuale.
In una recente conferenza stampa, il sindaco di Chicago Richard Daley ha suonato il campanello d’allarme: "Sono previsti importanti licenziamenti a novembre e a dicembre. E l’anno prossimo ci saranno ancor più licenziamenti di massa. Tutti i dirigenti di azienda sono venuti a dirmelo".
Di fronte a questo disastro, il governo dovrebbe decidere di creare dei posti di lavoro. Dovrebbe investire in servizi pubblici. Dovrebbe estendere la protezione sociale. Dovrebbe aumentare i sussidi di disoccupazione, gli aiuti alimentari, gli alloggi e l’accesso alla sanità.
Città come Chicago e stati come l’Illinois (Chicago è situato nello stato dell’Illinois – NDT) dovrebbero fare tutto ciò che possono non solo per ammortizzare gli effetti della crisi sui lavoratori e sui poveri, ma per rilanciare l’economia.
Ma qual è la proposta di Daley? Esattamente il contrario. La sua amministrazione sta licenziando 929 lavoratori e ha stabilito importanti aumenti di imposte, di ammende e di tasse. Parallelamente i trasporti di Chicago hanno aumentato il prezzo di corsa semplice di mezzo dollaro.
Tutte queste misure non possono che impedire la crisi!
L’amministrazione Daley non è la sola a procedere in questo modo. I politici locali degli Stati di tutti i paesi stanno esigendo grandi sacrifici ai lavoratori. In California, per esempio, il governatore Arnold Schwarznegger ha detto che voleva togliere miliardi dai budget delle scuole pubbliche, vuole anche tagliare il budget alla sanità per i bambini e i più indifesi, e rendere più difficile l’accesso per i lavoratori licenziati ai sussidi di disoccupazione. Dice anche di voler sopprimere dei posti di lavoro e di voler ridurre le paghe degli impiegati dello Stato, e aumentare le tasse di Stato sul consumo (la nostra Iva - NDT) dell’1,5%
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A New York, il governatore David Patterson propone di tagliare miliardi ai fondi destinati a Medicaid (il sistema pubblico di assicurazione-malattia – NDT) e alla scuola pubblica. Nel Maryland, il governatore Robert Ehrlich annuncia di voler sopprimere un migliaio di posti di lavoro statali. Nel Michigan, il governatore Jannifer Granhoim dice di voler usare la sua autorità per imporre tagli al bilancio all'inizio di dicembre al fine di sopprimere un deficit che si preannuncia di 600 milioni di dollari. Contemporaneamente parla di accordare alle imprese un aiuto eccezionale di 150 milioni di dollari!
Alla stregua dei dei più ricchi capi di impresa, i politici hanno intenzione di riporre tutto il fardello della crisi sui lavoratori e i poveri. Tanto che i politici fanno arrivare alle stelle alle tasse sul consumo e le imposte indirette pagate principalmente dai lavoratori, in nessun modo propongono di sopprimere gli enormi esoneri fiscali e le sovvenzioni alle grandi imprese. Come non mettono in discussione le costose forniture di servizi destinati ai loro amici capi di impresa, un altro modo per stimolare i profitti delle imprese con il denaro dei contribuenti.
Peggio ancora, sono intenzionati ad offrire migliaia di miliardi di dollari, a spese dei contribuenti, alle imprese più ricche del mondo – esattamente le imprese che, nella loro folle corsa a profitti ancora maggiori, hanno provocato la crisi economica con una speculazione malsana, con scommesse e tutte le pratiche che hanno condotto a un pesante indebitamento.
Nel mezzo a una delle peggiori crisi economiche e di perdite di posti di lavoro, i governatori dovrebbero creare dei posti di lavoro, lanciare programmi sociali per i disoccupati e i poveri, estendere l'educazione e la sanità. Le imposte e le tasse dovrebbero essere soppresse per i lavoratori e i poveri e cadere su coloro che possono pagarle, vale a dire i ricchi e le grande imprese. Tali programmi permetterebbero di stimolare gli investimenti, offrirebbero posti di lavoro per gli altri settori della popolazione che lavora.
I politici non fanno questo – sarebbe tuttavia la sola cosa necessaria per permettere il rilancio dell'economia. Niente potrebbe mostrare più chiaramente il livello del fallimento del sistema economico e del suo governo.