Stati Uniti: i lavoratori colpiti dalla crisi

Mentre la campagna elettorale prosegue verso le elezioni del 4 novembre, tutta la popolazione americana può constatare il degrado della situazione sociale.

La crisi immobiliare continua le sue devastazioni. Tra l'estate del 2007, quando è scoppiata la crisi dei crediti immobiliari, e l'agosto 2008, più di un milione di persone hanno già perso la loro casa secondo Fred Moseley, un economista americano. Questa cifra potrebbe arrivare a due milioni da qui alla fine dell'anno perché un altro milione di persone hanno un ritardo di più di tre mesi nel pagamento della rata del mutuo e più di due milioni hanno un mese di ritardo.


Milioni di persone sulla strada

Certo, non tutti i ritardi di pagamento terminano con la perdita della casa, ma d'altra parte le statistiche sottostimano l'ampiezza della catastrofe. In effetti queste contabilizzano solo i proprietari che devono rinunciare alla loro proprietà, ma non gli affittuari che vengono sfrattati anche se si tratta di un proprietario che aveva acquistato per affittare. Il caso non è certo isolato ed è tanto più insopportabile in quanto gli affittuari che hanno pagato regolarmente il loro affitto non vi compaiono per niente. Davanti all'ampiezza dello scandalo, il capo della polizia di Chicago ha dichiarato che non procederà più ad alcuno sfratto di affittuari negli immobili che sono oggetto di requisizione. Egli è stato subito perseguito in via giudiziaria dalle banche e le società di prestito ipotecario, a cui i giudici hanno dato ragione.

Le banche adesso hanno tra le mani moltissime case che hanno requisito e che hanno sempre maggiori difficoltà a rivendere. Infatti, quando il valore della casa scende al di sotto del valore del mutuo, di cui essa costituisce la garanzia, le società di prestito immobiliare possono richiedere al mutuatario di pagare immediatamente la differenza. Cosa che non rinunciano a fare la maggior parte delle volte.

Vale a dire che la crisi non ha finito di colpire numerose famiglie che possono ritrovarsi improvvisamente sulla strada.



Licenziamenti e riduzioni di salario

Ma sfortunatamente questa non è la sola calamità. Le ondate di licenziamenti si succedono nell'edilizia, nel settore delle banche e della finanza, nell'automobile, nel commercio al dettaglio, nei trasporti, nella ristorazione, ecc. Da gennaio hanno perso il lavoro 1 500 000 persone, secondo le statistiche ufficiali.

Il padronato approfitta della situazione per imporre drastici ribassi di salario, e per dispensarsi dal pagamento della copertura medica o la pensione dei propri salariati. Così oggi sono 43 milioni le persone che non hanno copertura medica e che esitano a curarsi o vi rinunciano. Le cure gratuite dispensate troppo raramente da organismi caritatevoli, quando esistono vengono prese d'assalto. Quanto alle pensioni offerte dai fondi pensione, seguono la caduta della Borsa. E siccome numerosissime grandi imprese in questi ultimi anni si sono esentate dall'obbligo di versare ai loro salariati delle rette di pensione garantita, questi ultimi si trovano direttamente vittime del dissolversi dei loro fondi pensione.

Infine la crescita dei prezzi è già sensibile. Si attesta sul 4,9% all'anno per l'insieme della popolazione ma già al 5,4% per i salariati. I generi alimentari sono aumentati del 7,6% in un anno. E queste sono le cifre ufficiali, largamente sottostimate. Un sito di "contro-statistica" mostra quale sarebbe la crescita dei prezzi se i criteri non fossero cambiati parecchie volte dal 1980: si sarebbe superato il 13%, avvicinandosi al 15% coi criteri del 1980.

Assai inquieti e fortemente scontenti nel vedere il governo distribuire centinaia di miliardi agli speculatori, i lavoratori ce l'hanno con Bush e il suo governo e questo ha fatto rapidamente rimontare Obama nei sondaggi dopo lo scoppio della crisi. Ma Obama, come McCain, non ha intenzione di smettere di distribuire il denaro pubblico al sistema finanziario e al padronato. L'uno come l'altro tenteranno di far pagare queste elargizioni ai lavoratori... se essi glielo consentiranno!


Dominique CHABLIS

Lutte Ouvrière n°2099 del 24 ottobre 2008