Spagna: la scomparsa di 114 226 repubblicani tra il 1936 e il 1952 – un patto del silenzio molto eloquente

Il giudice Baltazar Garzon, dell'Udienza Nazionale – la più alta autorità penale di Spagna – il 16 ottobre ha annunciato una decisione che ha sollevato un vespaio tra le più alte istanze giuridiche e gli ambienti politici di destra del paese. Egli infatti intende aprire un'istruttoria sulla scomparsa di 144 226 repubblicani tra il 1936 e il 1952, vale a dire durante la guerra civile e i primi anni del franchismo.

Ancora oggi, la verità su quel che è accaduto 70 anni fa disturba molte persone in Spagna. Senza dubbio la maggior parte dei responsabili, degli artefici o dei complici della repressione franchista, oggi sono morti. Ma le loro famiglie esistono. E tutti coloro che hanno approfittato delle loro relazioni con gli ambienti franchisti non hanno voglia che la verità venga troppo fuori. Essi sono la base di questa destra reazionaria che si esprime ancora attraverso dei leader del Partito Popolare che, come Mariano Rajov, accusano Baltazar Garzon di voler spezzare l'unità del paese, riaccendendo vecchi odi risalenti a circa sessant'anni fa.

Ai vertici della Giustizia spagnola si è aperto un dibattito giuridico per decidere se la domanda di Baltazar Garzon di fare aprire diciannove fosse comuni, tra cui quella in cui il poeta Federico Garcia Lorca è sotterrato, vicino a Granada, è ricevibile. Ma non è questa la questione essenziale, infatti al di là delle varie peripezie, questo affare, che per adesso è solo agli inizi, ricorda che il silenzio che è calato sulla repressione, le esecuzioni sommarie, le torture, gli ossari in cui sono stati gettati i corpi delle vittime del franchismo, è stata una scelta non solo della destra, ma di tutta la classe politica.

Il silenzio su tutti questi crimini è stata imposta con la violenza ai tempi di Franco. Ma dopo la sua morte, nel novembre 1975, gli uomini politici di destra, di centro e di sinistra – compresi quelli del Partito Comunista – hanno predicato o accettato il silenzio con il pretesto di non fare niente che potesse servire come pretesto agli avversari del parlamentarismo. Nel 1977 è stata codificata una legge di amnistia, che giustifica un "patto del silenzio" per spengere gli odi. Ma essa proteggeva quelli che avevano giocato un ruolo sotto la dittatura o che ne avevano profittato come loro discendenti effettivi o politici e che continuano la loro carriera nella giustizia, l'amministrazione, la polizia o l'esercito del nuovo regime.

Ma le piaghe troppo profonde hanno difficoltà a rimarginarsi. La complicità di tutti i partiti che hanno lasciato passare gli anni contando nell'oblio non ha potuto impedire che decine di migliaia di uomini e di donne volessero conoscere la verità sulla scomparsa dei loro parenti o dei loro amici vittime del franchismo. Né impedire che essi la dichiarassero con forza una volta conosciuta.

Sono ormai otto anni che dei volontari, delle associazioni dette "per il recupero della memoria storica" cercano delle testimonianze, scavano dei siti e ritrovano delle fosse comuni piene di cadaveri difficilmente identificabili tra i quali potrebbe trovarsi uno dei loro cari.

E' questo che l'iniziativa di Baltazar Garzon pone in primo piano. E tanto meglio, infatti questo periodo della storia della Spagna che va dal 1936 al 1952 mostra ciò di cui le classi dirigenti sono capaci per mantenere la loro influenza sulla società. Quanto alla storia più recente degli ultimi trent'anni, mostra il disprezzo dei partiti di destra come quelli di sinistra nei confronti della popolazione alla quale né gli uni né gli altri riconoscono il semplice diritto di sapere la verità sulla storia dei loro cari.


Henriette MAUTHEY

Lutte Ouvrière n°2099 del 24 ottobre 2008